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Forse non c'erano molte ragioni per andare ad Odessa, ma a volte basta una sola motivazione per spingerti più in la. L'esame all'Università lo avevo superato, volevo dimenticare tutto in fretta. A fare il biglietto aereo ci ho messo poco, troppo poco. Francesco mi avrebbe ospitato, lui vive ad Odessa da pochi anni. Ultimamente ho pensato ad un tatuaggio, scrivere Ulisse in greco sulla mia pelle. Perché Ulisse?, credo sia un personaggio mitologico positivo, poi mi piace l'immagine di lui che si fa legare dai suoi compagni all'albero della sua nave per non cedere al fatale canto delle sirene che comunque vuole ascoltare. Odysseus somiglia ad Odessa, ma a questo ci ho fatto caso solo al mio rientro dal viaggio. Mentre mi recavo a Roma in treno cominciai a scrivere un post per il blog, il titolo sarebbe dovuto essere " Avere vent'anni". Scrivevo di quando ventenne venni ricoverato per qualche giorno in ospedale a Roma per togliere dei nei. In camera ero con un arzillo ottantenne di cui ancora ricordo nome e cognome. Scrivevo di tutte le cose che quell'uomo mi raccontò, aneddoti particolari. Diceva di aver posseduto da ragazzo una moto, di essere andato a Biella a visitare la casa costruttrice. Con quella moto fece un incidente, ma ebbe la fortuna di essere soccorso da un noto chirurgo dell'epoca. Raccontò del suo viaggio in Romania per recarsi con altri da una donna che vendeva intrugli dell'eterna giovinezza. Raccontò della povertà che vide in quel paese. Ricordo che sul letto leggevo un giornale, un articolo parlava dello scandalo Clinton-Lewinsky. Una sera venne un dottore per prendere i suoi dati, una cosa di routine, lo aveva fatto anche a me. Domande varie come malattie pregresse, se avesse o meno fratelli etc etc. Ricordando il fratello morto giovane durante la seconda guerra mondiale su una nave borbandata pianse, il medico era quasi infastidito. In pochi giorni quell’uomo mi raccontò tutta la sua vita. Quando lasciai la camera non ricordo se ebbi modo di salutarlo, forse dormiva, forse lo svegliai e lo salutai velocemente. Quell'uomo al termine del viaggio, che piangeva il fratello morto sessant’anni prima mi toccava il cuore. Pensare a lui ora mi fa ricordare mio nonno, il padre di mio padre, morto quando ero un ragazzino. Di lui ricordo il suo carattere austero, ma anche i sorrisi, le domeniche che si giocava a scopa e mi regalava 2000 lire. Ricordo poco di quello che mi raccontava, era stato bersagliere durante la seconda guerra mondiale. Dopo la guerra venne mandato in Sicilia a Montelepre per combattere il brigante Salvatore Giuliani e la sua banda. Questo lo so io, mio padre e pochi altri, e quando non ci saremo neppure noi non lo saprà più nessuno. Parlare con le persone anziane l'ho sempre considerato importante, per arrivare ad una qualche verità sulla vita. Mio nonno amava ripetere " Se si potesse vendere tutto quello che si ha per comprare qualche anno di vita!!". Era attaccato alla vita, gli piaceva, voleva vivere. Pensando spesso alle vite consumate, a quelle al termine, e a tutte le altre ci si chiede del senso di tutto. Quando si fa un ragionamento logico se si sbaglia a fare le premesse si sbaglia tutto di conseguenza. Credo che l'errore nel nostro caso sia nella premessa. La premessa sbagliata è che la vita debba avere per forza un senso. Tornando al mio viaggio ad Odessa, è una medaglia con 2 lati. Su di uno come al solito la gioia del perdermi, conoscere bella gente, le risate, l'immensa felicità di leggere un libro di Luciano De Crescenzo su di un autobus, aereo o treno, spensierato. Sull'altro lato c'è il pensiero di tutti quelli che non ce la fanno, li come altrove, li come in Italia. Ai margini, abbandonati. Le farmacie come salumerie piene di guardie private, Si compra quello che si vuole, se si hanno i soldi. Per chi non ce la fa non ci sono sorrisi di donne, per loro non ci sono pizzerie da frequentare, per loro c'è solo la strada, li come altrove, dura come l'acciaio, fredda come la pietra. Viviamo per livelli paralleli, secondo le nostre possibilità, ci portiamo questa nostra realtà ovunque siamo, il resto non conta. Penso a questo non tanto per una sensibilità per gli ultimi, ma per una visione globale. Si può sognare, si può idealizzare, si può volare di fantasia, ma poi c'è la realtà, i sui livelli, da considerare tutti in modo trasversale, da tagliare con una lama. Eccotela la realtà.

Solo quando il fiume gonfio ed impetuoso
lo hai traversato a nuoto
e sei dall'altra parte
oltre il pericolo
bagnato, freddo, ma ancora vivo
solo allora puoi sederti sulla sua sponda e piangere.
Erasmo

Il bibliotecario mi fece sapere,
tramite un amico,
che aveva ordinato dei libri di Bukowski
Ripresi a frequentare la biblioteca,
ma i libri non sono mai arrivati.
Un giorno gli chiesi :" A che serve la poesia?"
e lui :" Bella domanda!".
Una persona a cui confessai di invidare quel lavoro mi disse :
" E' un impegato comunale, quanto vuoi che prenda?".
A che serve la poesia?
A non far dire ad un essere umano stronzate del genere.
Erasmo

The Captain Is Out To Lunch And The Sailors Have Taken Over The Ship

Parte della tua vita è ostaggio di paure.
Paura di rimanere solo,
di invecchiare
di non avere un posto dove andare
o qualcosa da mangiare.
Una parte è schiava delle tue debolezze,
un'altra appartiene al caso,
un ubriaco ventenne che ti viene addosso con la macchina
oppure un medico che sbaglia la diagnosi
e paf il gioco è finito.
Una bella fetta appartiene alla tua famiglia
che ha sempre qualcosa da dire sulle scelte che fai.
Un'altra fetta ad amici, fidanzata,
e figli se ne hai,
che chiedono sempre e non si accontentano mai.
Poi c'è la società che rivuole indietro quello che ti ha dato.
Ci sono altri creditori, ma sono briciole.
Quello che ti rimane,
se ti rimane qualcosa,
tienilo stretto.
Se non ti rimane nulla non te ne accorgi,
sei già morto amico.
Erasmo

Un uomo vale il peso dei suoi sogni
o forse il calore dei suoi abbracci
o la grandezza del suo sorriso.
Forse vale la sincerità del suo sguardo,
di sicuro vale nella misura in cui tende la mano a chi non potrà mai ripagarlo
e rifiuta una mano da chi vuole in cambio pezzi della sua anima.
Erasmo

Ci sono paesi dove i maialini sono da compagnia, ad esempio il Vietnam, da noi del maiale "non si butta via niente". In Corea si mangia la carne di cane, nel mondo occidentale sono i sostituti dei figli. In Argentina considerano nobile il cavallo e non lo macellerebbero mai, qui da noi lo si apprezza per l'elevato valore nutrizionale. Certo che la mucca come animale da compagnia è scomoda

Se vuoi sapere davvero cosa pensino le donne sull'amore aspetta il momento che non stanno puntando alcun cavallo vincente, quando capiscono che non avranno mai alcun controllo su di te, in una pausa della guerra, in un momento di smarrimento. Allora si apriranno e ti diranno la loro verità e ti sveleranno le loro regole del gioco. Sempre che tu ancora non le abbia capite.

L'odore del rivestimento del sedile anteriore della Opel Kadett,
quello dove ci si sedeva mio padre,
quando da bambino si tornava a casa la sera
e ci sbattevo la testa addormantato
e lui diceva :"Era!, dai che siamo arrivati!"
L'odore dolce e sensuale della crema abbronzante in spiaggia,
quello acre del cloro nella piscina.
L'odore dell'erba bagnata,
o quello della spiaggia dopo la pioggia.
L'odore della desolazione
nelle afose giornate in città
sotto un sole rovente e nessuna oasi dove andare.
Quello della sconfitta
quando la vita ti sfugge
e fai un lavoro che non ti piace o sei con una donna che non ami più.
L'odore della libertà,
che respiri a pieni polmoni,
quando sei in viaggio in un luogo lontano
e sali su di un' autobus
e sei solo.
Erasmo
Seguitando a fare come hai sempre fatto
avrai sempre quello che hai sempre avuto.